SublimeVideo, il primo video sharing solo in HTML5

Mentre YouTube e Vimeo affinano le loro future versioni basate su HTML5, in barba al formato Flash di Adobe, balza fuori un nuovissimo servizio di video sharing che vanta di essere il primo basato in grado di fare completamente a meno di Flash.
Si chiama SublimeVideo ed è già testabile su Chrome e Safari, o magari su Internet Explore con Chrome Frame. Inutile specificarlo, anche se desta una certa emotività in chi scrive (soprattutto visto che usa un Mac, e Steve Jobs solo sa quanto sia lento il plugin Flash per Mac), SublimeVideo non richiede plugin per funzionare e girerà anche su Safari Mobile per iPhone. Non male davvero, soprattutto appena sarà supportato anche Firefox (siamo in attesa di questa notizia).
Se siete interessati alla diatriba su Flash o non Flash nel futuro del web, su Mela|blog, vista l’importanza del tema all’indomani della presentazione dell’iPad (che non lo supporta), avrete pane per i vostri denti.
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Dispostable, e-mail temporanea usa e getta

Dispostable è l’ennesimo servizio che fornisce un indirizzo e-mail temporaneo. Molto comodo ed utile quando ci si registra a forum o siti di dubbia provenienza oppure non si ha intenzione di lasciare il proprio indirizzo principale per evitare spam o scocciature simili.
Il funzionamento è piuttosto semplice. Senza alcuna registrazione, è possibile scegliere un proprio indirizzo (solo la parte a sinistra di @) oppure utilizzarne uno generato casualmente ed andare subito nella propria inbox. Non c’è alcuna password quindi consigliabile solo per un utilizzo “usa e getta”.
Via | Maestroalberto.it
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Laptop Sketchbook

Perfetto per prendere appunti, disegnare o scarabocchiare e, contemporaneamente, darvi un tono. Giocando sull’ambivalenza della parola notebook, il designer Tiancheng Luo ha ideato questo blocco a forma di laptop.
Chiaramente ispirato ai portatili di casa Apple, l’aspetto è assolutamente realistico. I fogli sono sufficientemente grandi per buttar giù qualsiasi idea e le cover sono disponibili in diversi colori (bianco, rosso e nero).
Nessun bisogno di batterie né periferiche. Certo non sarà l’iPad, ma è comunque una maniera divertente -e leggera- di portarsi in giro uno sketchbook. Se proprio sentite la nostalgia del vostro computer, potete sempre riprodurre voi stessi il suono di avvio quando lo aprite.
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Windows Azure ha raggiunto la fase beta
Il termine cloud computing – destinato a ricorrere sempre più spesso quando si parla di tecnologia e reti – sembra qualcosa di decisamente “lontano” dagli utenti e accessibile esclusivamente a un’élite di professionisti. In parte è davvero così e Windows Azure non fa eccezione: concepito sulla falsariga dell’Amazon EC2, la piattaforma di Microsoft è sicuramente destinata al settore aziendale.
In sé però il cloud computing è qualcosa che proviamo tutti ogni giorno: che si tratti di applicazioni Google o, della stessa Microsoft (basti pensare a Windows Live e in particolare a SkyDrive) è impossibile non imbattersi in qualcosa che sia definibile in questo modo. Parentesi linguistiche a parte, sono passati due anni da quando Redmond ha rilasciato le prime indiscrezioni su Windows Azure.
Ciò nonostante – anche per i problemi di Windows Vista e il rilascio anticipato di Windows 7 – il progetto è entrato in fase beta solo di recente: si parla di una vendita dei servizi a consumo che riguarda l’utilizzo dei server dedicati, di Microsoft SQL Azure come database e di un sistema in stile app store chiamato AppFabric — il tutto corredato da una soluzione di storage ad hoc. L’hardware sarà fornito da Helwett-Packard che investirà $250 milioni nei prossimi tre anni.
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Una lampada, una bicicletta e una panchina: da montare
Tre oggetti. Unici denominatori comuni: legno, ingegno e un po’ di manualità. Partiamo con la Wedge Bench di Richard Beumer, Jonny Wray e Daniel Rossi. Una panchina composta da quattordici pezzi. Si incastra tutto. Colori bellissimi. Tempo stimato: cinque minuti, ma anche meno. Bye-bye Ikea.
Questa invece è una lampada da tavolo. Si chiama Clamp Lamp, l’ha ideata Dana Cannam, una designer olandese. Filo a parte, i pezzi sono tre. Minimal, elegantissima. Provvede all’illuminazione una striscia di LED. Semplice e super pratica. Tempo stimato per il montaggio: due minuti (se la presa di corrente è nei paraggi).
Il terzo oggetto sono in realtà due, ma il concept è unico. Sono il Flat Pack Bike e il Flat Pack Scooter. Rimuovete i pezzi dalla base e lasciate che i bimbi scorrazzino per casa. Il designer è Nicolas Belly, che con l’idea ha vinto l’Argus Design Competition. Il tema, ‘manco a dirlo, era “Less is More: Traveling in the Era of Simplicity”. Tempo stimato per il montaggio: dieci, quindici minuti. Tempo stimato perché il pargolo scaraventi a terra qualcosa: zero.
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Anche Silvio Berlusconi cade su Photoshop
Il blog San Precario riporta l’analisi di una delle foto presenti nell’album Noi amiamo Silvio uscito in questi giorni, dedicato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tale foto sarebbe stata ritoccata con Photoshop o chi per lui al punto da rimbalzare anche in siti-raccolta di immagini questo genere come Photoshop Disasters, segnalato anche su queste pagine qualche tempo fa.
Nella foto sembra abbastanza evidente il ritocco effettuato per aggiungere il mazzo di fiori in mano a Berlusconi, mentre l’errore più eclatante e grossolano sembra essere la clonazione del pubblico presente sull’estrema sinistra in posizione esattamente speculare dall’altro lato dell’immagine: o si tratta di due gemelli piazzati tra la folla, o di un attacco dei cloni, oppure di un macroscopico errore. Voi che ne dite?
Lo stesso Photoshop Disasters ha realizzato un ingrandimento abbastanza eloquente, che potete vedere cliccando sull’immagine a capo post.
Via | Gossipblog.it
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Forme insolite per una casa arredata con eleganza
Una casa davvero elegante, dove il contemporaneo si respira in ogni stanza e dove lo stile e la ricercatezza si notano dalla scelta degli arredi e delle forme inconsuete che caratterizzano gli ambienti.
La prima forma inconsueta è quella scelta per il divano Flap di Edra, qui in versione bianca, posto di fronte al divano White di VG, in velluto nero (in netto contrasto con il suo nome) e alla poltroncina nera Aura di Cerruti Baleri. Di Cerruti Baleri anche i due tavoli in cristallo della zona pranzo.
La seconda forma insolita è quella della mensola dell’ingresso, disegnata dall’architetto Busiri Vici, che ha curato l’interior design dell’intero appartamento; ma poi ce n’è una terza, in cucina, data dal tavolo costruito su misura con l’aspetto di un trapezio di legno.
Poi c’è il lavabo del bagno, il modello Bubble di Antonio Lupi, dalla curiosa forma tondeggiante; fino alla camera dei bambini, decorata da Lavinia Argenti, dove i muri disegnano spazi insoliti.
Via | SpazioCasa
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Silicon Switches, gli interruttori di silicone di Normal...
Il designer americano Ross McBride, che vive e lavora da venticinque anni a Tokyo, dove ha fondato Normal Design, ha progettato con il suo marchio questi inusuali interruttori, Silicon Switches, formati da una mascherina in silicone appunto, che copre l’interruttore vero e proprio.
Le linee minimali e sinuose, la morbidezza la tatto e i colori discreti fanno dei Silicon Switches un modo nuovo per interpretare gli accessori elettrici all’interno di un appartamento, un elemento decorativo piuttosto che necessario e funzionale, ma privo di qualità estetiche.
Via | Minimalissimo.com
Silicon Switches, gli interruttori di silicone di Normal Design
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Flower Lamp, i fiori che si illuminano di Filip Streit
Questa splendida lampada a forma di fiore, che sembra provenire dai boschi del pianeta Pandora (chi ha già visto Avatar mi capirà), si chiama Flower Light, è stata progettata dal designer ceco Filip Streit per il marchio ATEH ed ha vinto il Good Design Award 2009, premio assegnato dall’Università di Chicago.
I tre petali sono realizzati con tre tubi fluorescenti attorno ai quali è stata costruita la struttura in vetro opaco. Lo stelo che collega la lampada al soffitto è piuttosto spesso, realizzato con un tubo flessibile che permette di direzionare la luce e di scegliere l’altezza giusta.
Via | Project05.com
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Kevin Lynch di Adobe si difende dalle critiche di Steve Jobs
Quello che nella foto qui di fianco sembra nell’atto di dire un Padre Nostro è Kevin Lynch, CTO di Adobe sceso in campo per difendere la sua società dagli attacchi di Steve Jobs, che nel dettaglio aveva definito l’azienda pigra nel (non) supportare adeguatamente Flash, di cui ricordiamo l’iPad sarà sprovvisto come ormai da tradizione per gli ultimi prodotti Apple.
Secondo Lynch Adobe sarebbe praticamente pronta a fornire a iPhone e simili il supporto per la visualizzazione delle animazioni Flash, ma non avrebbe ancora ricevuto da Apple la collaborazione necessaria a condurre l’operazione in porto: con la versione 10.1 di Flash per smartphone (a breve disponibile) la tecnologia sarà compatibile con Android, Blackberry, Nokia e Palm Pre.
Per quanto riguarda l’auspicio di Jobs che HTML5 possa presto soppiantare Flash, il CTO di Adobe sostiene che i suoi problemi di compatibilità tra i vari browser potrebbero minare seriamente la stabilità di Internet per quanto riguarda i video, riportando il web al “Medioevo” in cui per la visualizzazione dei filmati c’era da lottare contro l’assenza di standard ben definiti.
Via | Techcrunch.com
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